Documento Programmatico – Istituto Comprensivo "Giovannino Guareschi" https://www.icgiovanninoguareschi.edu.it Thu, 21 Mar 2024 13:49:44 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.1 Valutazione descrittori Secondaria Primo grado https://www.icgiovanninoguareschi.edu.it/documento/valutazione-descrittori-secondaria-primo-grado/ Sun, 03 Mar 2024 10:46:31 +0000 https://www.icgiovanninoguareschi.edu.it/?post_type=documento&p=434 La valutazione scolastica riguarda l’apprendimento e il comportamento degli studenti e i docenti procedono alle verifiche intermedie, periodiche e finali, coerentemente con gli obiettivi di apprendimento previsti dal PTOF della scuola, in coerenza con le Indicazioni nazionali e le linee guida specifiche per i diversi livelli. Il decreto legislativo 62/2017 attuativo della Legge 107/2015 ha modificato il modello di valutazione della scuola del primo ciclo, senza stravolgimenti bensì nell’ottica di apportare i miglioramenti di cui, negli anni, la comunità pedagogica ha condiviso l’opportunità.

Valutazione nel primo ciclo di istruzione

La valutazione degli apprendimenti delle alunne e degli alunni frequentanti la scuola primaria è stata rivista alla luce di un impianto valutativo che supera il voto numerico e introduce il giudizio descrittivo per ciascuna delle discipline previste dalle Indicazioni nazionali per il curricolo, Educazione civica compresa, al fine di rendere la valutazione degli alunni sempre più trasparente e coerente con il percorso di apprendimento di ciascuno. Secondo quanto previsto dalle nuove disposizioni, il giudizio descrittivo di ogni studente sarà riportato nel documento di valutazione e sarà riferito a quattro differenti livelli di apprendimento:

• Avanzato: l’alunno porta a termine compiti in situazioni note e non note, mobilitando una varietà di risorse sia fornite dal docente, sia reperite altrove, in modo autonomo e con continuità.
• Intermedio: l’alunno porta a termine compiti in situazioni note in modo autonomo e continuo; risolve compiti in situazioni non note, utilizzando le risorse fornite dal docente o reperite altrove, anche se in modo discontinuo e non del tutto autonomo.
• Base: l’alunno porta a termine compiti solo in situazioni note e utilizzando le risorse fornite dal docente, sia in modo autonomo ma discontinuo, sia in modo non autonomo, ma con continuità.
• In via di prima acquisizione: l’alunno porta a termine compiti solo in situazioni note e unicamente con il supporto del docente e di risorse fornite appositamente.

I livelli di apprendimento saranno riferiti agli esiti raggiunti da ogni alunno in relazione agli obiettivi di ciascuna disciplina. Nell’elaborare il giudizio descrittivo si terrà conto del percorso fatto e della sua evoluzione. La valutazione degli alunni con disabilità certificata sarà correlata agli obiettivi individuati nel Piano educativo individualizzato (PEI), mentre la valutazione degli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento terrà conto del Piano didattico personalizzato (PDP).

Nella scuola secondaria di primo grado la valutazione è effettuata dai docenti di classe, mediante l’attribuzione di un voto in decimi e al contempo valorizzandone la funzione formativa. La valutazione dunque accompagna i processi di apprendimento e costituisce uno stimolo al miglioramento continuo, in modo da finalizzare i percorsi didattici all’acquisizione di competenze disciplinari, personali e sociali. In tale ottica si dispone che la valutazione in decimi debba essere correlata alla esplicitazione dei livelli di apprendimento raggiunti dall’alunno, valorizzando l’attivazione da parte dell’istituzione scolastica di specifiche strategie per il miglioramento dei livelli di apprendimento. Per quanto riguarda l’ammissione alla classe successiva, le alunne e gli alunni di scuola primaria saranno ammessi anche in presenza di livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione. Resta ferma, come prevede la normativa vigente, la non ammissione alla classe successiva in casi eccezionali, deliberata all’unanimità dai docenti contitolari.

Per le alunne e gli alunni della scuola secondaria di primo grado, l’ammissione alla classe successiva o all’esame di Stato, è deliberata a maggioranza dal consiglio di classe, anche nel caso di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento, dunque anche in caso di attribuzione di voti inferiori a sei decimi.  La valutazione del comportamento viene declinata in positivo, prevedendo un richiamo diretto allo sviluppo delle competenze di cittadinanza superando il voto in condotta ed introducendo nella scuola secondaria di primo grado la valutazione attraverso un giudizio sintetico.

Comunque, per essere ammessi alla classe successiva gli alunni devono aver frequentato almeno i tre quarti del monte orario annuale personalizzato. Ad esempio, per un alunno che frequenta un corso ordinario di 30 ore settimanali, il monte orario annuale corrisponde a 990 ore (per convenzione l’anno scolastico è pari a 33 settimane); pertanto deve frequentare per almeno 743 ore. Sono previste delle deroghe a questo limite, deliberate dal collegio dei docenti.

Per essere ammessi all’esame di Stato gli alunni, oltre ad aver frequentato i tre quarti del monte orario annuale personalizzato, devono aver partecipato alle prove Invalsi, che si svolgono nel mese di aprile, e non essere incorsi nella sanzione disciplinare che prevede l’esclusione dall’esame. Durante lo scrutinio finale i docenti del consiglio di classe attribuiscono all’alunno un voto di ammissione che fa riferimento al percorso scolastico triennale. Può anche essere inferiore a 6/10.

 

Riferimenti normativi:

  • Decreto Ministeriale n.164 del 15 giugno 2022, Decreto recante i quadri di riferimento e le griglie di valutazione per la redazione e lo svolgimento della seconda prova scritta dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione negli istituti professionali;
  • Decreto n. 122 del 2009, Regolamento recante coordinamento delle norme vigenti per la valutazione;
  • Decreto legislativo n. 62/2017, recante norme in materia di valutazione e di certificazione delle competenze;
  • DM n. 741/2017, dedicato a disciplinare in modo organico gli esami di Stato di scuola secondaria di I grado;
  • DM n. 742/2017, con il quale sono stati adottati i modelli nazionali di certificazione nazionale delle competenze al termine della scuola primaria e del primo ciclo di istruzione;
  • Nota n. 1865 del 10 ottobre 2017, volta a fornire indicazioni in merito a valutazione, certificazione delle competenze ed Esame di Stato nelle scuole del primo ciclo di istruzione.
  • Ordinanza n. 172 del 4 dicembre 2020 , Valutazione periodica e finale degli apprendimenti delle alunne e degli alunni delle classi della scuola primaria.
  • Linee guida valutazione scuola primaria , La formulazione dei giudizi descrittivi nella valutazione periodica e finale della scuola primaria.
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Descrittori comportamento – Primaria https://www.icgiovanninoguareschi.edu.it/documento/descrittori-comportamento-primaria/ Sun, 03 Mar 2024 10:28:53 +0000 https://www.icgiovanninoguareschi.edu.it/?post_type=documento&p=429 COMPORTAMENTO

Criteri di valutazione del comportamento

AL TERMINE DELLA CLASSE PRIMA

COLLABORATIVO E RESPONSABILE L’alunno rispetta le regole di convivenza in classe e nella scuola. Ha cura dell’ambiente in cui lavora e dei materiali scolastici propri e altrui, che gestisce in modo appropriato. Mantiene un comportamento rispettoso verso l’adulto ed i compagni. Partecipa e collabora al lavoro collettivo in modo produttivo e pertinente.

RESPONSABILE L’alunno rispetta le regole di convivenza in classe e nella scuola. Ha cura dell’ambiente in cui lavora e dei materiali scolastici propri e altrui, che gestisce per lo più in modo appropriato. Mantiene un comportamento rispettoso verso l’adulto ed i compagni. Partecipa e collabora attivamente al lavoro collettivo.

CORRETTO L’alunno rispetta le regole. Ha cura dell’ambiente in cui lavora e dei materiali scolastici, che gestisce in modo discretamente adeguato. Mantiene un comportamento quasi sempre rispettoso verso l’adulto ed i compagni. Partecipa abbastanza attivamente al lavoro collettivo.

ADEGUATO L’alunno va sollecitato a rispettare le regole. Su indicazione dell’insegnante ha cura dell’ambiente in cui lavora e dei materiali scolastici, che gestisce in modo sufficientemente adeguato. Va sostenuto nel mantenere un comportamento rispettoso verso l’adulto ed i compagni. Generalmente si fa coinvolgere nelle attività collettive.

NON SEMPRE ADEGUATO L’alunno fatica a rispettare le regole. Nonostante l’indicazione dell’insegnante non sempre ha cura dell’ambiente in cui lavora e dei propri materiali scolastici. Va sostenuto nel mantenere un comportamento rispettoso verso l’adulto ed i compagni. Nelle attività collettive partecipa solo se direttamente coinvolto.

INADEGUATO L’alunno non rispetta le regole. Anche su indicazione dell’insegnante non ha cura dell’ambiente in cui lavora e dei propri materiali scolastici. Il comportamento verso l’adulto ed i compagni non è generalmente rispettoso. Nelle attività collettive fatica a partecipare ed è elemento di disturbo.

AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA

COLLABORATIVO E RESPONSABILE L’alunno sa riconoscere le regole di convivenza in classe e nella scuola e le rispetta. Ha cura dell’ambiente in cui lavora e dei materiali scolastici propri e altrui, che gestisce in modo appropriato. Mantiene un comportamento rispettoso verso l’adulto ed i compagni, anche nei momenti di disaccordo, e sa accettare l’insuccesso. Affronta autonomamente situazioni problematiche quotidiane e trova soluzioni costruttive. Partecipa e collabora al lavoro collettivo in modo produttivo e pertinente.

RESPONSABILE L’alunno sa riconoscere le regole di convivenza in classe e nella scuola e le rispetta. Ha cura dell’ambiente in cui lavora e dei materiali scolastici propri e altrui, che gestisce per lo più in modo appropriato. Mantiene un comportamento rispettoso verso l’adulto ed i compagni; accetta generalmente l’insuccesso. Affronta autonomamente situazioni problematiche quotidiane e trova soluzioni accettabili. Partecipa e collabora attivamente al lavoro collettivo.

CORRETTO L’alunno rispetta le regole. Ha cura dell’ambiente in cui lavora e dei materiali scolastici, che gestisce in modo discretamente adeguato. Mantiene un comportamento quasi sempre rispettoso verso l’adulto ed i compagni. Cerca di trovare soluzioni accettabili in situazioni problematiche quotidiane. Partecipa abbastanza attivamente al lavoro collettivo.

ADEGUATO L’alunno va sollecitato a rispettare le regole. Su indicazione dell’insegnante ha cura dell’ambiente in cui lavora e dei materiali scolastici, che gestisce in modo sufficientemente adeguato. Va sostenuto nel mantenere un comportamento rispettoso verso l’adulto ed i compagni. Se stimolato, cerca di trovare soluzioni accettabili in semplici situazioni problematiche. Generalmente si fa coinvolgere nelle attività collettive; nei lavori di gruppo assume per lo più un ruolo gregario.

NON SEMPRE ADEGUATO L’alunno fatica a rispettare le regole. Nonostante l’indicazione dell’insegnante non sempre ha cura dell’ambiente in cui lavora e dei propri materiali scolastici. Va sostenuto nel mantenere un comportamento rispettoso verso l’adulto ed i compagni. Se stimolato, cerca di trovare soluzioni accettabili in semplici situazioni problematiche. Nelle attività collettive partecipa solo se direttamente coinvolto; nei lavori di gruppo assume per lo più un ruolo gregario, talvolta oppositivo.

INADEGUATO L’alunno non rispetta le regole. Anche su indicazione dell’insegnante non ha cura dell’ambiente in cui lavora e dei propri materiali scolastici. Il comportamento verso l’adulto ed i compagni non è generalmente rispettoso. Nelle attività collettive fatica a partecipare e nei lavori di gruppo assume per lo più un ruolo oppositivo.

AL TERMINE DELLA QUINTA

COLLABORATIVO E RESPONSABILE L’alunno collabora attivamente al proprio processo di formazione, rispettando le regole e intervenendo nelle attività in modo costruttivo; è attento e puntuale riguardo ai propri doveri e interagisce responsabilmente con i coetanei e gli adulti. Sa pianificare con efficacia il proprio lavoro (sia a scuola che a casa) e risolvere autonomamente situazioni problematiche, avvalendosi di strategie e strumenti adeguati, utilizzando le competenze acquisite anche in situazioni divergenti. Partecipa in modo produttivo e pertinente al lavoro collettivo, valorizzando i propri e gli altrui punti di forza per un fine comune.

RESPONSABILE L’alunno collabora attivamente al proprio processo di formazione, rispettando le regole e intervenendo nelle attività in modo pertinente; è attento e puntuale riguardo ai propri doveri e interagisce responsabilmente con i coetanei e gli adulti. Sa pianificare il lavoro (sia a scuola che a casa) e risolvere autonomamente situazioni problematiche, avvalendosi degli strumenti a disposizione e delle competenze acquisite. Partecipa in modo adeguato al lavoro collettivo, riconoscendo i propri e gli altrui punti di forza.

CORRETTO L’alunno collabora abbastanza attivamente al proprio processo di formazione, rispettando solitamente le regole ed impegnandosi quasi sempre nelle diverse attività; è generalmente attento e puntuale riguardo ai propri doveri e stabilisce relazioni positive con i coetanei e gli adulti. Sa risolvere situazioni problematiche, avvalendosi con discreta sicurezza degli strumenti e delle competenze acquisite. Partecipa al lavoro collettivo, apportando contributi personali e rispettando il punto di vista altrui.

ADEGUATO L’alunno collabora discretamente al proprio processo di formazione, impegnandosi in modo abbastanza adeguato nelle diverse attività. Sia pur con qualche difficoltà, rispetta le regole del vivere comune; necessita talvolta della mediazione dell’adulto nei rapporti tra pari. Guidato dall’insegnante, risolve situazioni problematiche avvalendosi degli strumenti a disposizione. Nelle attività collettive e nei lavori di gruppo assume per lo più un ruolo gregario.

NON SEMPRE ADEGUATO L’alunno partecipa con sufficiente applicazione al proprio processo di formazione. Fatica a rispettare le regole del vivere comune e la figura dell’adulto; va sostenuto nella costruzione di relazioni serene con i coetanei.

Guidato dall’insegnante, cerca di risolvere situazioni problematiche. Nelle attività collettive e nei lavori di gruppo assume generalmente un ruolo gregario, talvolta oppositivo.

INADEGUATO L’alunno partecipa con scarsa applicazione al proprio processo di formazione. Spesso non rispetta le regole del vivere comune e la figura dell’adulto; ha difficoltà a costruire relazioni serene con i coetanei. Anche se guidato dall’insegnante fatica a risolvere situazioni problematiche. Nelle attività collettive e nei lavori di gruppo assume generalmente un ruolo oppositivo.

Approvato dal Collegio dei docenti della scuola secondaria di I O grado in data 14 dicembre 2017.

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Curricolo Istituto Comprensivo Guareschi https://www.icgiovanninoguareschi.edu.it/documento/curricolo-istituto-comprensivo-guareschi/ Sun, 03 Mar 2024 09:18:02 +0000 https://www.icgiovanninoguareschi.edu.it/?post_type=documento&p=427 Definizione

Il curricolo è dunque l’insieme delle esperienze di apprendimento progettate, attuate e valutate da una comunità scolastica per il perseguimento di obiettivi formativi esplicitamente espressi.

In realtà, la parola può intendere anche semplicemente:

  1. un segmento di corso di studi (es. scuola primaria, secondaria ecc.), comprendendo tutte le discipline ivi insegnate;
  2. l’intero programma scolastico di una singola disciplina (in linea con il Piano Triennale dell’offerta formativa predisposta da ogni istituzione scolastica).

In quest’ultimo caso, viene definito più propriamente “curricolo verticale”.

Curricolo verticale

Il curricolo verticale viene anche chiamato “curricolo d’istituto”, perché appunto richiama l’insieme delle attività didattiche che rientrano nell’offerta formativa di ogni istituto – variabile nella misura del 20%, di cui si è parlato.

Oggigiorno, con la massiccia presenza di istituti cosiddetti “comprensivi”, ovvero che comprendono sia scuola primaria che secondaria inferiore (elementari e medie), il curricolo verticale si “spalma” su entrambi i cicli di istruzione (che a volte salgono addirittura a tre, in quegli istituti che comprendono anche la scuola dell’infanzia).

In questi casi è ancor più sentita l’esigenza di predisporre dei piani formativi che si basino su elementi di sviluppo graduale e progressivo delle conoscenze dell’allievo, con obiettivi trasversali e interconnessi (l’uno propedeutico all’altro).

Fasi e pianificazione

Progettare un curricolo richiede alcune fasi, interconnesse tra loro in modo da creare un sistema, armonico e organico, che si basi su un principio di olismo per quanto riguarda: obiettivi, contenuti, metodologie, strumentazione, verifiche e valutazione.

La pianificazione di un curricolo si può quindi suddividere in alcune fasi (rigorosamente soggette a continuo e costante controllo):

  • conoscenza del livello di partenza dei discenti;
  • scelta delle strategie operative più appropriate (metodi e tecniche di verifica e valutazione), sulla base delle linee guida nazionali, che indicano anche il livello di competenza che gli alunni devono raggiungere;
  • analisi delle motivazioni verso il lavoro scolastico;
  • disponibilità delle risorse didattiche;
  • contestualizzazione del progetto;
  • verifica e valutazione.
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RAV https://www.icgiovanninoguareschi.edu.it/documento/rav/ Wed, 14 Feb 2024 11:22:02 +0000 https://www.icgiovanninoguareschi.edu.it/?post_type=documento&p=376 Il RAV rappresenta l’autoanalisi da parte di un istituto relativamente ai propri punti di forza e di criticità e, tenendo conto del contesto socioculturale, permette di stabilire connessioni tra gli esiti di apprendimento ed i processi organizzativi-didattici.

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Protocollo Alunni Stranieri https://www.icgiovanninoguareschi.edu.it/documento/protocollo-alunni-stranieri/ Wed, 14 Feb 2024 09:00:20 +0000 https://www.icgiovanninoguareschi.edu.it/?post_type=documento&p=355 Il protocollo d’accoglienza è un documento che viene deliberato dal Collegio dei Docenti. Contiene i principi, i criteri, le indicazioni riguardanti l’iscrizione e l’inserimento degli alunni/e di recente immigrazione e/o di lingua madre non italiana. Definisce i compiti e ruoli degli operatori scolastici.

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PTOF https://www.icgiovanninoguareschi.edu.it/documento/ptof/ Wed, 14 Feb 2024 08:50:54 +0000 https://www.icgiovanninoguareschi.edu.it/?post_type=documento&p=351 Voluto dalla normativa “Buona Scuola” (Legge 107 del 13 luglio 2015), il PTOF ha sostituito il vecchio POF (piano dell’offerta formativa), punto di transizione dai vecchi programmi ministeriali, ma con orizzonti più ampi rispetto a quest’ultimo. Anche stavolta, noi di Scuola.net vogliamo fare un quadro della situazione e fugare ogni vostro dubbio sull’argomento.

 

PTOF, che cos’è?

La sigla sta per Piano Triennale dell’Offerta Formativa ed è, come già anticipato, una diretta evoluzione della Legge 107 del 2015. Potete vederlo come una sorta di documento identificativo del vostro istituto, coerente con le indicazioni guida nazionali e le esigenze interne a quella specifica realtà scolastica.

Pertanto, esso va in direzione dell’autonomia locale, in sintonia con il percorso avviato negli Anni Novanta in tal senso. Ogni scuola ha il compito di scrivere il PTOF ogni tre anni, con un’indicazione chiara e dettagliata di obiettivi, linea d’azione e mezzi a disposizione per raggiungerli.

 

A cosa serve il Piano Triennale dell’Offerta Formativa

Questo documento serve ad avere una panoramica obiettiva in merito a quanto l’istituto è in grado di offrire con le proprie forze, potenzialità, capacità e rete di conoscenze. L’elaborazione va fatta in base al bilancio annuale tra punti di forza e criticità (definiti dal RAV, vale a dire “rapporto di autovalutazione”) e risorse disponibili a livello:

  • umano
  • professionale
  • territoriale
  • finanziario

Il PTOF, quindi, promuove la progettualità; inoltre ha finalità non soltanto organizzative, ma anche informative. Per il Piano triennale valgono i criteri di trasparenza: dovete renderlo accessibile a tutte le persone che gravitano all’interno e intorno all’istituto.

Genitori, insegnanti, alunni, associazioni, enti e altri organismi a contatto con la scuola hanno il diritto di consultarlo in ogni momento. Pertanto la pubblicazione sul sito web e un’eventuale affissione in bacheca rientrano fra i doveri di chi lo redige.

 

Contenuti del PTOF

Completezza e correttezza dei dati, visione organica in vista di obiettivi interdipendenti, sviluppo e progresso nella realtà locale in aderenza alle linee guida nazionali sono i capisaldi di un piano formativo proiettato in un’ottica di miglioramento. Tra le informazioni indispensabili ricordate:

  • situazione di partenza
  • analisi comparativa tra punti deboli e quelli di forza
  • descrizione dell’istituto
  • orientamento ai cicli di istruzione successivi
  • bisogni formativi
  • offerta e percorso educativo e didattico
  • programmi previsti per le singole classi
  • metodi di valutazione
  • regolamento d’istituto
  • monte ore settimanale e giornaliero
  • strategie e strumenti per il potenziamento delle competenze degli alunni
  • emergenze e sicurezza (primo soccorso, simulazione incendio, etc…)
  • modalità di gestione dei rapporti tra interno e esterno
  • attività, corsi di formazione e di aggiornamento dedicati a corpo docente e personale ATA

La redazione del PTOF dovrà essere in linea, oltre che con le linee guida generali e il RAV, anche con il PDM (piano di miglioramento). Quest’ultimo mette in luce l’offerta formativa e stabilisce i criteri per il raggiungimento dei risultati, sempre partendo da un approfondito esame e un confronto tra vantaggi e criticità.

 

Alcuni cenni sugli obiettivi da inserire

I risultati da raggiungere spazieranno dall’ambito curricolare a quello extra-curricolare. Toccheranno le attività didattiche (dove previste, quindi non presenti nei nidi e facoltative per le scuole dell’infanzia), le finalità educative e quelle organizzative. Il tutto in un’ottica di strutturazione e pianificazione della gestione interna dell’istituto.

A livello disciplinare, gli obiettivi prioritari di ogni ciclo di istruzione (dalla primaria alla secondaria di secondo grado) sono il conseguimento di abilità sempre più complesse nell’area linguistica e in quella logico-matematica. Tutti gli altri sono a discrezione di ciascun organico, ma mai in contraddizione con le indicazioni ministeriali.

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Misure di Accompagnamento delle Indicazioni Nazionali per il Curricolo della Scuola dell’infanzia e del Primo Ciclo d’istruzione https://www.icgiovanninoguareschi.edu.it/documento/misure-di-accompagnamento-delle-indicazioni-nazionali-per-il-curricolo-della-scuola-dellinfanzia-e-del-primo-ciclo-distruzione/ Wed, 14 Feb 2024 07:16:00 +0000 https://www.icgiovanninoguareschi.edu.it/?post_type=documento&p=338 Nella storia della scuola italiana l’elaborazione di indirizzi programmatici nazionali ha rappresentato un momento importante di ripensamento e rinnovamento delle pratiche didattiche. Basti pensare alla stagione dei “nuovi” Programmi (scuola media, 1979; scuola elementare, 1985; scuola materna, 1991). Dopo il riconoscimento dell’autonomia delle istituzioni scolastiche (1999), le “indicazioni” hanno preso il posto dei Programmi nazionali, divenendo il documento di riferimento per l’elaborazione del curricolo. E, come già era stato per i Programmi, si è sviluppato nelle scuole un intenso lavoro di approfondimento e di ricerca. Tuttavia, il succedersi in un arco temporale molto ristretto di numerose versioni di tali indicazioni ha reso più incerti i riferimenti culturali e curricolari per l’azione dei docenti.

Per leggere l’intero documento si prega di scaricare l’allegato.

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Curricolo verticale https://www.icgiovanninoguareschi.edu.it/documento/curricolo-verticale/ Tue, 13 Feb 2024 17:25:26 +0000 https://www.icgiovanninoguareschi.edu.it/?post_type=documento&p=315 “L’integrazione delle discipline per spiegare la complessità della realtà, la costruzione di conoscenze e abilità attraverso l’analisi di problemi e la gestione di situazioni complesse, la cooperazione e l’apprendimento sociale, la sperimentazione, l’indagine, la contestualizzazione nell’esperienza, la laboratorialità, sono tutti fattori imprescindibili per sviluppare competenze, apprendimenti stabili e significativi, dotati di significato e di valore per la cittadinanza.
Tutto ciò richiede l’adozione di un curricolo di istituto verticale, che assuma la responsabilità dell’educazione delle persone da 3 a 14 anni in modo unitario e organico, organizzato per competenze chiave, articolate in abilità e conoscenze e riferito ai Traguardi delle Indicazioni.”
(Da “Indicazioni nazionali e nuovi scenari”, MIUR 2018)

Di seguito il curricolo verticale del nostro Istituto, distinto per discipline, in formato pdf.

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